Blockchain e protezione dell’identità digitale

By Paola Sacerdote

28/11/2023

Le criptovalute non vanno considerate esclusivamente come asset class speculativa. Al di là del denaro, la tecnologia blockchain ha il potenziale per rimodellare le basi della provenienza, dell’integrità dei dati e della proprietà nell’era digitale, specialmente in un mondo basato sull’intelligenza artificiale.

Il team di esperti di 21Shares, società di gestione specializzata in criptovalute, approfondisce ad esempio il tema della protezione dell’identità personale.

“Le blockchain possono proteggere i documenti d’identità (ID) archiviandoli in modo permanente e proteggendoli da smarrimenti, danni, violazioni dei dati e furto di identità” spiega il tema. “Solo quest’ultimo è costato al mondo 8,8 miliardi di dollari nel 2022. Le soluzioni di identità decentralizzata (note anche come DID) rappresentano lo 0,07% della capitalizzazione di mercato del settore delle criptovalute, ma gli utenti che stanno già sfruttando i principali ID decentralizzati sono più di 4 milioni”.

Anche se ci sono innumerevoli casi d’uso per l’identità decentralizzata, secondo gli esperti di 21Shares uno spicca su tutti. “Secondo il World Economic Forum, circa 850 milioni di persone in tutto il mondo non dispongono di documenti d’identità a causa di smarrimento e danni o di regimi di registrazione complicati”.

A trarre il massimo beneficio dalle soluzioni di identità decentralizzate potrebbero essere le persone a rischio di spostamento. “Tuttavia – avvertono da 21Shares - con l’avanzare della tecnologia per gli operatori onesti ma anche per quelli malintenzionati, chiunque potrebbe essere a rischio di sfruttamento dell’identità”.

Vediamo un caso concreto. Nel 2017 in Myanmar è scoppiata una guerra che ha portato una popolazione di oltre 700.000 abitanti a fuggire dalle proprie case senza mettere in valigia gli effetti personali più preziosi, compresi i documenti ufficiali. Stabilitisi in Bangladesh, i rifugiati Rohingya non sono riusciti a trovare un’altra soluzione alla loro crisi di identità oltre alla tecnologia blockchain”.

Mohamad Noor, un rifugiato Rohingya, ha lanciato il “progetto Rohingya”, un ecosistema d’identità decentralizzato per dare alla propria comunità i parametri di identità necessari per garantire loro l’accesso all’assistenza sanitaria, al supporto finanziario e ad altri diritti umani fondamentali.

“Il progetto Rohingya illustra la principale proposta di valore delle soluzioni d’identità decentralizzate, identificando e autenticando utenti ed entità con standard di sicurezza più efficienti rispetto alle loro controparti tradizionali”.

Il problema di gran lunga più importante che i protocolli di identità decentralizzata devono risolvere sono gli attacchi Sybil. Si tratta di un attacco  informatico che sfrutta un singolo nodo per generarne molti falsi e danneggiare l’autorità di un network peer-to-peer, puntando principalmente su quelli che funzionano con meccanismi di consenso basati sulla reputazione.

Nel 2014 ad esempio un hacker Sybil ha attaccato per diversi mesi The Onion Router, una piattaforma di messaggistica social anonima, con l’intenzione di rendere anonimi i suoi utenti.

Il team di 21Shares spiega che le blockchain e i protocolli d’identità decentralizzati sono ideali per combattere questo tipo di attacchi hacker: Ethereum, ad esempio, ha reso più difficile per gli hacker Sybil sfruttare il proprio network rendendo assai costosa l’esecuzione di un nodo, con un prezzo di staking iniziale di 32 ETH ( poco meno di 60.000 dollari).

Gitcoin invece ha reso i propri passaporti resistenti agli attacchi Sybil utilizzando una serie di metodi di verifica o “timbri”, inclusa la soluzione DID di Idena, mentre la soluzione SelfKey ID sfrutta l’intelligenza artificiale per rilevare identità digitali false generate dall’IA e ladri di identità.

Secondo 21Shares, con l’implementazione dell’IA in un numero sempre maggiore di aspetti della nostra vita, ci sarà una maggiore domanda di soluzioni DID per autenticare gli utenti.

https://professional.advisoronline.it/risparmio-gestito/72745-blockchain-e-protezione-dell-identita-digitale.action