Jack Teixeira, la talpa delle carte segrete del Pentagono rischia fino a 20 anni di carcere

Arruolatosi nel 2019, Teixeira lavorava come tecnico informatico. Era al supporto tecnologico della base della Air National Guard a Cape Cod, in Massachusetts.

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Aprile 2023 - 17:20

Jack Teixeira, la talpa Usa (foto Ansa)

Jack Teixeira, la talpa delle carte segrete del Pentagono rischia fino a 20 anni di carcere. Il 21enne aviere della Guardia nazionale del Massachuttes è sospettato di essere la talpa del leak del Pentagono. Teixeira è comparso davanti al giudice David Hennessy del tribunale di Boston- Rischia fino a 20 anni per ciascuno dei due distinti capi di imputazione di cui è accusato. Per ora il giudice ha deciso che resti dietro le sbarre almeno sino all’udienza della prossima settimana. 

Jack Teixeira, la talpa delle carte segrete del Pentagono rischia fino a 20 anni di carcere

Arruolatosi nel 2019, Teixeira lavorava come tecnico informatico. Era al supporto tecnologico della base della Air National Guard a Cape Cod, in Massachusetts. La base ospita il 102mo Intelligence Wing. La missione, si legge nel suo sito web, è “fornire intelligence, comando e controllo di precisione in tutto il mondo con aviatori addestrati ed esperti per il supporto al combattimento delle spedizioni militari e la sicurezza nazionale”. L’aviatore, secondo il Washington Post, aveva accesso alla rete informatica interna del Pentagono per informazioni top secret, denominata Joint Worldwide Intelligence Communications System (Jwics). Questo gli dava la possibilità di leggere e potenzialmente stampare documenti classificati allo stesso livello di molti di quelli trapelati.

Fbi sta scandagliando la vita del giovane

L’Fbi intanto sta scandagliando la vita del giovane. Un amico descrive come patriottico, devoto cattolico, amante delle armi e dubbioso del futuro dell’America. Nella piattaforma online Discord, dove ha postato le carte top secret, usava pseudonimi come ‘jackthedripper’ (Jack il gocciolatore) e ‘excalibureffect’ (Effetto Excalibur). Il New York Times l’ha identificato per primo attraverso il suo profilo sulla piattaforma e altri dettagli digitali. Tra questi l’interno della sua casa d’infanzia postata sui social in foto di famiglia. Immagini che coincidono con quelli ai margini delle foto dei documenti classificati fatti trapelare. La madre di Teixeira ha confermato l’arruolamento del figlio in quel reparto e ha riferito che di recente ha lavorato di notte in una base a Cape Cod, cambiando numero di telefono negli ultimi giorni.

Perquisita la sua casa e arrestato

L’Fbi ha subito perquisito la sua abitazione e in serata è stato arrestato. La Cnn ha trasmesso le immagini quasi in tempo reale, con il ragazzo che in calzoncini corti e t-shirt verde militare è stato costretto a consegnarsi fuori della sua casa in Massachusetts avanzando all’indietro con la mani sulla nuca, mentre alcuni agenti armati sino ai denti gli puntavano le armi addosso protetti da un blindato.

Jack Teixeira, il momento dell’arresto (Ansa)

Per il Pentagono la diffusione delle carte è “un atto criminale deliberato”

Il Pentagono ha definito la diffusione di carte segrete “un atto criminale deliberato”, mentre Biden si è detto “preoccupato”. Non è immediatamente chiaro tuttavia se un giovane aviere nella sua posizione potesse avere accesso a documenti così altamente classificati. Il Nyt spiega che i funzionari governativi con nullaosta di sicurezza spesso li ricevono tramite email giornaliere che poi vengono automaticamente inoltrate ad altre persone. Da chiarire poi le sue vere intenzioni. Dalle prime ricostruzioni sembra quasi una talpa per gioco, uno che aveva cominciato a postare carte top secret per vantarsi di essere un insider e indottrinare sugli eventi del mondo un gruppo di 20-30 persone più giovani di lui con cui aveva legato online dai tempi della pandemia. Poi uno di loro, un teenager, le ha postate su altri server di Discord facendole rimbalzare su Telegram, 4chan e Twitter.

“Non è il nuovo Edward Snowden”

Teixeira non è ostile al governo degli Stati Uniti e non stava lavorando per conto degli interessi di nessun Paese. Chi lo conosce respinge i paragoni con Edward Snowden. Lo attesterebbe il nome della stanza sul server in cui ha pubblicato i documenti, “Orso contro Maiale”, riferimenti sprezzanti a suo avviso sia alla Russia che all’Ucraina a conferma che non aveva preso posizione nel conflitto. Il21enne aveva una visione cupa del governo, parlando degli Stati Uniti, e in particolare delle forze dell’ordine e della comunità dell’intelligence, come di una forza sinistra che cerca di soggiogare i cittadini e tenerli all’oscuro. 

Gli indizi digitali che lo hanno incastrato

A tradirlo alcuni indizi digitali sulle foto postate, tra cui il letto di casa, una bottiglia di colla Gorilla, una rivista di caccia e una forbicina per le unghie. Insieme alla data di stampa.  

Ansa

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