Garante della Privacy : da OpenAi disponibilità alla collaborazione

Nell’ottica di tutelare i cittadini italiani

RedazioneAprile 8, 2023

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Si è svolto il 5 aprile scorso l’incontro, durato quasi tre ore tra il Garante della Privacy e OpenAi, dopo che l’autorità Italiana ha sospeso l’uso della ChatGpt ; l’incontro è avvenuto in un clima definito molto buono, ma è ancora presto per capire se e quando il servizio tornerà attivo in Italia. 

All’incontro, a cui ha preso parte in apertura anche Sam Altman, CEO di OpenAI, erano presenti, oltre al Collegio del Garante (Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia, Guido Scorza), Che Chang, Deputy General Counsel della società statunitense, Anna Makanju, responsabile Public Policy e Ashley Pantuliano, Associate General Counsel.

Il Garante in una nota ha affermato  “OpenAI, pur ribadendo di essere convinta di rispettare le norme in tema di protezione dei dati personali, ha tuttavia confermato la volontà di collaborare con l’Autorità italiana con l’obiettivo di arrivare ad una positiva soluzione delle criticità rilevate dal Garante riguardo a ChatGPT. L’Autorità da parte sua ha sottolineato come non vi sia alcuna intenzione di porre un freno allo sviluppo dell’AI e dell’innovazione tecnologica ed ribadito l’importanza del rispetto delle norme poste a tutela dei dai personali dei cittadini italiani ed europei. OpenAI si è impegnata a rafforzare la trasparenza nell’uso dei dati personali degli interessati, i meccanismi esistenti per l’esercizio dei diritti e le garanzie per i minori e ad inviare al Garante entro oggi un documento che indichi le misure che rispondano alle richieste dell’Autorità

Il Garante si riserva di valutare le misure proposte dalla società, anche riguardo al provvedimento adottato nei confronti di OpenAI.

Oltre al  Garante Italiano, anche quello del Canada  ha annunciato  di aver aperto un’indagine su OpenAI, la società che sviluppa e gestisce ChatGPT.  Per le stesse motivazioni avanzate dall’Autorità italiana.

E il riferimento è all’esigenza di normare il prima possibile l’intelligenza artificiale generativa come ChatGPT, basata sui Large Language Model (modelli linguistici di grandi dimensioni) prima che sia troppo tardi è sentita da molti Paesi:

negli Stati Uniti è stata presentata alla Federal Trade Commission (FTC) una denuncia contro OpenAI : secondo il presidente del gruppo di ricerca denunciante, “GPT-4 è di parte, ingannevole ed è un rischio per la privacy e la sicurezza pubblica” , in pratica, i modelli linguistici di grandi dimensioni non soddisfino gli standard dell’Agenzia sull’IA, ossia non sono “trasparenti, spiegabili, equi…”

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