Perché il garante della privacy italiano ammutolisce ChatGPT
  • 31 Marzo 2023 11:51

di Carlo Terzano

OpenAI, la software house del chatbot ChatGpt, dovrà comunicare entro 20 giorni le misure intraprese come richiesto dal Garante della Privacy, pena una sanzione fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato globale annuo

ChatGPT, il chatbot più famoso e impertinente del mondo, è stato silenziato. Non per le ragioni etiche esposte nel manifesto sottoscritto da professori, manager e scienziati che vaticinano la fine del mondo, ma perché non rispetta la disciplina privacy. E così il Garante per la protezione dei dati personali italiano ha disposto, con effetto immediato, la limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani nei confronti di OpenAI, la società statunitense che ha sviluppato e gestisce la piattaforma. L’Autorità ha contestualmente aperto un’istruttoria.

CHATGPT NON PARLA COL GARANTE DELLA PRIVACY

ChatGPT, l’intelligenza artificiale relazionale in grado di simulare ed elaborare le conversazioni umane, lo scorso 20 marzo aveva subito una perdita di dati (data breach) riguardanti le conversazioni degli utenti e le informazioni relative al pagamento degli abbonati al servizio a pagamento.

Nel provvedimento, il Garante privacy rileva la mancanza di una informativa agli utenti e a tutti gli interessati i cui dati vengono raccolti da OpenAI, ma soprattutto l’assenza di una base giuridica che giustifichi la raccolta e la conservazione massiccia di dati personali, allo scopo di “addestrare” gli algoritmi sottesi al funzionamento della piattaforma.

Come peraltro testimoniato dalle verifiche effettuate, le informazioni fornite da ChatGPT non sempre corrispondono al dato reale, determinando quindi un trattamento di dati personali inesatto. Inoltre, nonostante – secondo i termini pubblicati da OpenAI – il servizio sia rivolto ai maggiori di 13 anni, l’Autorità evidenzia come l’assenza di qualsivoglia filtro per la verifica dell’età degli utenti esponga i minori a risposte assolutamente inidonee rispetto al loro grado di sviluppo e autoconsapevolezza.

OpenAI, che non ha una sede nell’Unione ma ha designato un rappresentante nello Spazio economico europeo, dovrà comunicare entro 20 giorni le misure intraprese in attuazione di quanto richiesto dal Garante, pena una sanzione fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato globale annuo.

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