La data protection fatica ad adattarsi al mondo digitale

L’ultima edizione del report sul tema, prodotto da Veeam, evidenzia come esista ancora un gap fra aspettative del business e capacità dell’It di soddisfarle. Il fenomeno ransomware continua a generare pressione.

Pubblicato il 18 gennaio 2023 da Roberto Bonino

Gli ambienti ibridi, che oggi dominano la scena tecnologica delle aziende, generano complessità e necessità di alzare il livello della protezione dalle minacce di cybersicurezza. L’ultima edizione del Veeam Data Protection Trends Report evidenzia come permanga, nelle figure di responsabilità dell’It, la sensazione di non aver adottato misure di protezione efficaci e come il ransomware resti in cima alle preoccupazioni. Lo studio si è basato su un campione di 4.200 business e It leader a livello mondiale.

Quattro organizzazioni su cinque, in modo particolare, rileva un gap fra le aspettative del business e ciò che l’It è in grado di offrire. L’’82%, in particolare, ha evidenziato un problema di discrepanza fra la rapidità necessaria per recuperare sistemi attaccati e l’effettiva capacità dell’It di ripristinarli. Una percentuale simile teme che la frequenza di protezione messa in campo non metta al riparo da possibili perdite di dati. Per questo, e non solo, il 57% delle aziende esaminate prevede di aumentare il budget su questo fronte (mediamente del 6,5%) nel 2023 e di cambiare la protezione primaria dei dati.

Il ransomware continua a colpire le aziende e Veeam rileva come nell’ultimo anno l’85% delle organizzazioni abbia subito almeno un attacco di questo tipo, con un’ascesa del 9% rispetto al dato rilevato nel precedente report. Fatto ancor più allarmante, solo il 55% dei dati distrutti o crittografati dai pirati è stato poi recuperato. Per converso, è scesa di nove punti percentuali anche la quota di realtà che hanno dichiarato di non aver subito alcun attacco, per attestarsi quest’anno al 15%.

Alla luce di questi dati, lo studio azzarda come il ransomware rappresenti il principale fattore di freno all’avanzata della trasformazione digitale. La volatilità complessiva del panorama della cybersecurity e la pressione generata dalle minacce stanno costringendo a spostare budget dai progetti innovativi alla prevenzione dalle violazioni o alla mitigazione dei rischi.

Secondo Veeam, affidabilità e coerenza delle strategie di protezione (data center interni, ma anche IaaS e PaaS) sono i fattori chiave per migliorare la protezione dei dati nel 2023. Nello scenario descritto, il backup tradizionale non appare più sufficiente a garantire un’adeguata difesa di dati sempre più presenti anche in cloud e, quindi, occorre allineare con soluzioni as-a-service tanto il backup stesso quanto il disaster recovery. A questo si aggiunge l’affermazione dei container come evoluzione delle architetture aziendali (presenti nel 52% delle organizzazioni analizzate, mentre un altro 40% ha pianificato investimenti in questa direzione). La maggior parte di queste, tuttavia, si limita a proteggere lo storage sottostante, invece di proteggere in modo olistico i carichi di lavoro stessi. I rischi di esposizione stanno pertanto creando opportunità per gli strumenti di backup di terze parti, pronti a complementare le soluzioni esistenti per garantire una protezione completa.

Tag: backupdisaster recoverydata protectionransomware

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